Fusariosi della spiga e micotossine DON: quando il rischio è invisibile 

Nel frumento duro, la fusariosi della spiga è la malattia fungina con le conseguenze più pesanti. Oltre a ridurre la resa, produce micotossine, come il deossinivalenolo, che rendono la granella incommerciabile. Un problema agronomico che diventa immediatamente un problema economico e di sicurezza alimentare.

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Cos'è la fusariosi della spiga e come si manifesta

La fusariosi della spiga del frumento è causata da un complesso di specie fungine, principalmente Fusarium graminearum e Fusarium culmorum. L’infezione si sviluppa nel periodo tra la spigatura e la maturazione, in coincidenza con le fasi di fioritura quando le antere esposte offrono al fungo il punto di ingresso ideale.

I sintomi più riconoscibili sono:

decolorazione delle spighe

disseccamento precoce delle spighette

presenza di micelio rosa pallido (in caso di infezioni severe)

cariossidi sgonfie e rugose

riduzione del peso ettolitrico e dei mille semi

Il rischio vero: il deossinivalenolo (DON)

Le specie di Fusarium che colpiscono la spiga producono deossinivalenolo (DON), una micotossina appartenente al gruppo dei tricoteceni, sostanze tossiche con elevate proprietà citotossiche e immunosoppressive.

È importante considerare che il DON è estremamente stabile:non si degrada durante lo stoccaggio, la macinazione, la lavorazione e nemmeno la cottura degli alimenti. Una granella contaminata rimane contaminata lungo tutta la filiera, fino al prodotto finito.

I limiti di legge: quando la granella non si può vendere

La normativa europea fissa limiti massimi precisi per il DON nei cereali e nei prodotti derivati. Superare queste soglie significa non poter commercializzare il prodotto — con conseguenze economiche immediate per il produttore e rischi di responsabilità per i buyer e i trasformatori che hanno acquistato senza controlli adeguati.

  • Perdita produttiva: fino al 50%
  • Limite UE per la commercializzazione d bella granella: 1.000 μg/kg di DON nei prodotti finiti per consumo umano

Le condizioni che favoriscono la fusariosi e il DON

Tre fattori ambientali e tre fattori agronomici determinano il livello di rischio in ogni campo e in ogni stagione.

Fattori ambientali

icona pioggia

Piogge durante la fioritura

La finestra di infezione coincide esattamente con la fioritura: piogge e umidità elevata in questi giorni creano le condizioni ottimali per la dispersione delle spore e la colonizzazione delle antere.

icona temperatura

Temperature moderate

Il range ottimale per Fusarium graminearum è 20–30 °C. Primavere calde e umide aumentano strutturalmente il rischio di infezione.

idratazione del terreno

Umidità relativa elevata

L'alta umidità favorisce la sporulazione del fungo e la bagnatura delle spighe, prolungando il periodo favorevole all'infezione oltre le singole precipitazioni.

Fattori agronomici predisponenti

Semina dopo mais o sorgo

I residui colturali sono il substrato primario su cui il fungo sopravvive e si perpetua.
La rotazione è lo strumento preventivo più efficace.

Minima lavorazione o semina su sodo

Le tecniche conservative che lasciano i residui in superficie moltiplicano la disponibilità di inoculo.
Un fattore di rischio elevato, specialmente in rotazione stretta.

Varietà sensibili a Fusarium

Non tutte le varietà reagiscono allo stesso modo.
La scelta di varietà tolleranti in sviluppo e in commercio consente un rilevante contenimento del problema.

stazione DSS meteo per l'agricoltura

La finestra di trattamento: tre giorni che valgono un'intera stagione

Perchè il trattamento fungicida contro la fusariosi della spiga sia efficace è necessario intervenire in una finestra di 3–4 giorni, tra l’inizio della fioritura e il 30% dell’emissione delle antere.

Per individuare il momento ottimale di intervento è fondamentale monitorare costantemente la fenologia della coltura e utilizzare sistemi DSS integrati con stazioni agrometeo per prevedere periodi di rischio e supportare decisioni agronomiche precise e tempestive.

Strategie di prevenzione: la difesa parte prima del fungo

La lotta chimica è indispensabile, ma da sola non è sufficiente. Il controllo di fusariosi e DON si costruisce attraverso un sistema integrato di pratiche preventive:

Rotazione colturale

Evitare la semina di frumento dopo mais, sorgo o altri cereali. Laleguminosa è la coltura di rotazione ideale per spezzare il ciclo del fungo e ridurre l’inoculo nel suolo.

Lavorazione del terreno

L’aratura interra i residui colturali, riducendo drasticamente la disponibilità di spore in superficie.

Scelta varietale

Negli ultimi 15 anni la ricerca ha prodotto genotipi con maggiore tolleranza alla fusariosi della spiga, in grado di mantenere requisiti agronomici e di filiera (produttività, qualità proteica, rusticità). La scelta varietale è la misura preventiva più duratura soprattutto in uno scenario di cambiamento climatico.

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Stazioni agrometeorologiche, modelli DSS, consulenza varietale e monitoraggio in campo: i soci OP Apod hanno accesso agli strumenti per intercettare la finestra di trattamento e proteggere la qualità della granella conferita.

Domande frequenti sulla fusariosi della spiga del frumento

Cos’è la fusariosi della spiga del frumento?

La fusariosi della spiga del frumento è una malattia fungina causata principalmente da Fusarium graminearum e Fusarium culmorum, che colpisce il frumento nella fase di fioritura. Oltre a ridurre la produzione, può compromettere la qualità della granella.

Perché non si limita al danno produttivo: può causare la contaminazione della granella con micotossine, in particolare il deossinivalenolo (DON), rendendo il prodotto non commercializzabile.

Il DON (deossinivalenolo) è una micotossina prodotta da alcune specie di Fusarium. È tossico per l’uomo e gli animali e può avere effetti citotossici e immunosoppressivi.
No. Il DON è estremamente stabile: non viene eliminato durante stoccaggio, macinazione o processi di trasformazione alimentare.
Il momento critico è una finestra molto breve: circa 3–4 giorni tra l’inizio della fioritura e il 30% dell’emissione delle antere. Il monitoraggio fenologico è fondamentale per intervenire correttamente.
Perché i residui colturali di mais, sorgo e cereali ospitano il fungo, che sopravvive nel terreno e aumenta la pressione di inoculo sulla coltura successiva.

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